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La barca rubata a un operaio di Gonnesa venduta su internet
    

Quella barca era la sua. Non ha avuto dubbi Angelo Pani,
turnista a Portovesme, quando ha visto l'immagine sbiadita
di una barchetta in vetroresina messa in vendita sul sito
del commercio on line di Tiscali.

Era proprio la barca sparita un anno fa a Masua. La conferma l'ha avuta quando ha potuto vedere da vicino il catamarano: nella barca aveva lasciato le iniziali e la data di nascita: graffiate nel legno con la punta del coltello. Ora nei guai è finito il venditore, M.P., 36 anni di Iglesias, che è stato denunciato per ricettazione.

Una barca che sembrava sparita nel nulla, rubata un anno fa dall'attracco di Bega sa Canna, a Masua, è stata recuperata dal proprietario grazie alla sua passione per il commercio on-line. Angelo Pani, operaio 56enne di Gonnesa, costretto suo malgrado a rinunciare a navigare per mare, per sua fortuna non ha perso l'abitudine di navigare su internet. Così, dopo vari click sui maggiori siti di commercio elettronico alla ricerca di un natante, si è imbattuto, sul sito Subito.it, nell'annuncio di M. P., 36 anni, di Iglesias, che vendeva per 250 euro un catamarano di 3 metri e venti in vetroresina, molto simile al suo. Troppo simile per non destare qualcosa di più di un semplice sospetto. Immediatamente si è rivolto ai carabinieri di Gonnesa e sono scattate le indagini. Così è stato smascherato il nuovo “padrone” dell'imbarcazione, che ora dovrà comparire davanti a un magistrato.


MARE INTERNET. È stata proprio per la necessità di trovare un sostituto alla sua barchetta sparita nel nulla, che l'operaio ha deciso di sedersi davanti al computer collegato alla linea Adsl. Su Ebay, probabilmente, non è riuscito a trovare ciò che faceva al caso suo. Dev'essere per questo che Pani ha continuato a cercare ed è finito nel sito di Subito.it: un colpo di fortuna gli ha fatto saltare agli occhi l'immagine di un catamarano di vetroresina a poco prezzo (duecentocinquanta euro), simile a quello che ancora rimpiangeva. Anche troppo simile: era proprio il suo, come hanno poi stabilito le indagini dei carabinieri di Gonnesa, con i quali l'operaio si è messo d'accordo. Contattato il venditore attraverso internet, ha fissato l'appuntamento e concordato il prezzo. Al rendez-vous sotto il primo ponte della Statale 130, però, non ci è andato da solo: c'erano anche i carabinieri, interessati a controllare se i suoi sospetti non fossero campati per aria. Una verifica semplice e immediata. Pani aveva infatti inciso, sotto la panca dell'imbarcazione, le proprie iniziali e la data di nascita, ed è bastato questo facile controllo per convincere i carabinieri che quella era la barca rubata. Giunti nel terreno dove l'iglesiente teneva il natante, le forze dell'ordine hanno constatato che le lettere "A. P." erano ancora incise nel punto indicato dall'operaio, e tanto è bastato ai militari per convertire la denuncia contro ignoti, precedentemente sporta dal derubato, in una denuncia a piede libero per ricettazione nei confronti di M. P.


LA DIFESA. Il venditore sostiene di aver acquistato l'imbarcazione due anni e mezzo fa da un suo amico di Iglesias, del quale avrebbe già fatto il nome agli inquirenti. Secondo quanto ha dichiarato, la barca che comperò era un catamarano delle stesse dimensioni di quello rinvenuto nel suo terreno, ma bianco. Qualche tempo dopo averla acquistata, M. P. sostiene di averla ritrovata a Bega sa Canna, dove era solito lasciarla ormeggiata, con la chiglia dipinta di arancione e con delle strane incisioni sotto la panca di legno. Avrebbe così deciso di spostarla da lì e di portarla ad Iglesias per apportare ulteriori modifiche, ridipingendo la chiglia di verde ed effettuando alcune manutenzioni, poiché intenzionato a sbarazzarsene. L'acquirente, per così dire, l'ha trovato su Internet.
Fonte: unionesarda

 
 
 

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